Comunicazione felina: basta guardarmi per capire cosa penso!

Buona parte del linguaggio felino passa per una comunicazione non verbale fatta di postura e prossemica. In particolare nella postura di un gatto bisognerà fare attenzione alla posizione delle orecchie, della coda, del corpo e all’uso degli occhi. Spesso il gatto esprime le proprie emozioni attraverso una combinazione di postura e movimenti del corpo e bisogna affinare un po’ la nostra capacità di osservazione per imparare ad interpretare in maniera corretta la sua comunicazione. Vediamo qualche esempio: orecchie e vibrisse orientate in avanti indicano che il gatto è particolarmente attento e che la sua attenzione è catalizzata da qualcosa o da qualcuno. A questo può associarsi la coda in verticale e una dilatazione delle pupille quando il gatto è in procinto di sferrare un attacco di gioco. Ma le pupille dilatate possono anche essere segno di una sovrastimolazione se associate ad occhi socchiusi, ad una coda agitata e ad orecchie posizionate all’indietro e leggermente laterali, oppure possono indicare uno stato stressorio, se associate ad occhi ben aperti e ad una muscolatura tesa. Gli occhi socchiusi invece, se associati ad una postura seduta o distesa, ad una coda calma o ferma, ad orecchie in avanti o rilassate e a pupille strette, ci dicono che il gatto è rilassato e sta esprimendo serenità e fiducia. 

 

Le variabili sono tante e bisogna fare molta attenzione alle piccole differenze per non commettere errori di interpretazione. Spesso uno degli errori interpretativi più comuni è quello che attiene alla differenza tra la comunicazione aggressiva-offensiva e quella aggressiva-difensiva del gatto.

Quando un gatto è in modalità offensiva mostrerà una postura generale inarcata accompagnata da una coda anch’essa ad arco. Le orecchie saranno schiacciate e all’indietro, le pupille dilatate, il pelo diritto e gli artigli e i denti saranno visibili. Se disposto allo scontro il suo sguardo sarà fisso verso il rivale, gli occhi appariranno obliqui e il collo sarà teso in avanti. Invece, quando un gatto ha paura e si trova costretto ad attivare una comunicazione aggressiva ma di tipo difensivo perché non può allontanarsi, avremo sempre pupille dilatate e orecchie indietro, ma queste saranno più laterali. La postura generale risulterà abbassata con il collo tendenzialmente schiacciato tra le spalle e la coda sarà laterale o tra le zampe e potrebbe muoversi con un ticchettio irrequieto. I denti saranno esposti e i muscoli facciali testi. L’evitamento di un contatto visivo diretto con il rivale ci dirà che il gatto in questione non è disposto all’attacco e che vorrebbe solo essere lasciato in pace.

La prossemica attiene invece allo spazio fisicamente occupato da un gatto rispetto agli altri in un dato contesto e anche questo ha una forte valenza comunicativa. Dalla distanza interposta tra i vari membri di un gruppo possiamo facilmente dedurre che tipo di relazione e vicinanza c’è tra i singoli individui. Un gatto, ad esempio, può instaurare un rapporto preferenziale con un determinato individuo con il quale condividerà spazi e risorse a distanze molto ravvicinate; in altri casi invece si possono instaurare rapporti di tolleranza fra soggetti non particolarmente amici e fra i quali si possono stabilire taciti accordi per usufruire delle risorse disponibili in modo alterno, proprio per evitarsi.

Insomma, per arrivare a capire le intenzioni del nostro gatto al primo sguardo è necessario osservarlo molto, ma questo vi consentirà di entrare in connessione con lui più di quanto non avreste mai creduto possibile!

 

Dott.ssa Giorgia Caterini

Consulente per la relazione e convivenza con il gatto.

 

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