Comunicazione umana e non solo

Il termine comunicazione viene dal latino e sta ad indicare letteralmente “mettere in comune” ovvero condividere un significato che dall’emittente viene inviato al ricevente.
Tra esseri umani è scontato riuscire a farlo, perché vengono utilizzati parole e gesti il cui significato è largamente condiviso. Ma nella comunicazione individuo-cane, cosa accade? Le cose in questo ambito non sono così semplici, perché i cani utilizzano unicamente segnali che conoscono e che sono parte del loro patrimonio genetico, non del nostro. E’ facile perciò cadere in significati errati attribuiti alle loro richieste e, l’unico modo per evitarlo, è armarci di santa pazienza e cominciare a costruire un linguaggio condiviso.
Vediamo allora come comunicare al meglio quando passeggiamo con il nostro cane al guinzaglio.

Innanzitutto, occorre fare attenzione alle strattonate e alla loro frequenza, anche quelle da noi considerate piccole ed irrilevanti. Questo perché, per i cani, la strattonata rappresenta un’aggressione immotivata da parte del loro compagno umano. Inoltre, se il nostro obiettivo è quello di usarla per correggere il comportamento del quadrupede, di fatto risulterà una scelta inefficace perchè il cane con il tempo si abituerà a sopportare il fastidio fisico. Molto meglio, invece, cercare di capire cosa lo ha indotto a tirare il guinzaglio in modo da evitare la fonte del disagio e rafforzare il suo senso di sicurezza.

In secondo luogo, occorre prestare attenzione alla lentezza del guinzaglio, perché la possibilità di movimento rappresenta per un cane un segnale che comunica tranquillità. Se, nonostante la lunghezza scelta ci accorgiamo che il cane continua a tirare occorre, invece, imparare a conoscere quelle che per lui rappresentano le principali fonti di stress come ad esempio strade trafficate, presenza di altri cani, percezione di rumori forti o di odori particolari. In questo caso l’unica soluzione che abbiamo è osservare ed eliminare le situazioni sgradite per fare in modo che la passeggiata torni ad essere un momento piacevole da vivere.

Un altro elemento di comunicazione importante riguarda poi l’orientamento del nostro corpo che per il cane sta ad indicare quale direzione vogliamo prendere. La comunicazione del cane si basa infatti su posture, movimenti millimetrici e cambi di posizione. Ecco perché, prima di cambiare direzione, sarà bene fermarsi, orientare il corpo verso la nuova direzione, aspettare che il nostro cane ci guardi e solo allora cominciare a camminare. Questo lo aiuterà a prendere come riferimento il nostro corpo e a fargli acquisire maggiore sicurezza sulle strade che percorreremo.

Infine, bisogna ricordare che una parte rilevante della comunicazione tra cani è rappresentata dagli odori attraverso i quali riescono a prendere informazioni sull’ambiente, su chi è passato di lì, da quanto tempo, se si tratta di un cane maschio, femmina, adulto, cucciolo e così via. Ecco perché durante la passeggiata al guinzaglio sarà bene fermarsi e rispettare i tempi del cane per dare loro la possibilità di raccogliere le informazioni di cui necessitano.

Comunicare meglio con i nostri amati cani vuol dire diminuire le fonti di stress, il disagio da esso provocato e farli sentire davvero parte della nostra famiglia.

Naturalmente, le indicazioni sopra riportate sono generiche, quindi, in caso di problematiche persistenti, occorre fare riferimento all’occhio esperto di un bravo educatore che, interpretando la personalità del cane, saprà individuare il programma migliore per il nostro amico a quattro zampe.

Elisabetta Scuppa

Educatrice cinofila ENCI

Operatrice cinofila CSEN

Si occupa di educazione di base, sport e rieducazione

MAIL: elisabetta.scuppa@gmail.com