La terza età dei cani

Arriva un tempo in cui al nostro cane iniziano a spuntare i peli bianchi intorno al muso, ha più voglia di dormire e meno voglia di correre e giocare all’aperto. Ad un tratto ci sembra di non riconoscerlo più. Da un giorno all’altro ci rendiamo conto che le routine che condividevamo con lui da anni devono essere modificate e, bisogna ammetterlo, è un cambiamento che si accetta a fatica. In realtà la terza età del cane è un processo graduale fatto di piccoli cambiamenti di cui prendiamo consapevolezza, però, solo il giorno in cui non possiamo più far finta di niente e dobbiamo ammettere che il nostro fido non è più lo stesso. Fino a poco tempo fa era solo un batuffolo che faceva danni in casa e pipi ovunque e ora… Cosa è successo? Per quanto metta paura realizzare che il proprio cane stia invecchiando, bisogna ricordare che anche questa fase ha in sé delle peculiarità che possono farci riscoprire la bellezza di questo rapporto speciale. L’errore che spesso si tende a fare è quello di trascurare il nostro amico perché tanto non ha più voglia di fare lunghe passeggiate e non sarebbe più a proprio agio trascorrendo tutta la giornata fuori come un tempo. In parte è vero: non possiamo sperare di trascinarlo nelle stesse situazioni che prima riusciva a gestire e, le attività da fare insieme, sicuramente cambiano. Resta fondamentale però non arrendersi di fronte alla sua pigrizia pensando che al nostro cane non manchi nulla e finendo per coinvolgerlo meno nella nostra vita quotidiana. Le attività andranno invece modulate a questa nuova fascia d’età. Programmeremo per lui un maggior numero di passeggiate ma di durata inferiore, dovremo essere in grado di studiare percorsi brevi che comunque gli piacciano e lo facciano sentire a proprio agio. Anche in casa sarà opportuno prendere qualche accorgimento in più: dovremo far in modo che riesca a raggiungere i suoi punti preferiti senza affaticarsi troppo tramite ad esempio l’aiuto di piccole pedane che lo aiutino a salire sul divano o sul letto (se era abituato a salirci). Mettiamolo in condizione di avere un posto comodo nelle stanze dove si svolge la nostra vita, magari scegliamo per lui un punto dal quale riesca a vedere cosa succede restando tuttavia al sicuro e non disturbato. Ricordiamoci poi che in vecchiaia i cani si sentono più vulnerabili e spesso, le situazioni che in età adulta già lo mettevano un po’ a disagio, possono diventare delle fonti di stress molto elevato.
In questa fase, più che in altre, bisogna avere pazienza e riconoscere il fatto che dobbiamo imparare a conoscere nuovamente il nostro cane, le sue paure ed insicurezze, i suoi limiti fisici.
Del resto anche per noi umani questa fase della vita corrisponde ad un periodo in cui ci sentiamo meno sicuri, percepiamo di avere meno forza fisica e, di conseguenza, sappiamo di essere più vulnerabili. Lo stesso accade per i nostri fedeli amici.
Ricordo bene la terza età di Phell, un cane dolcissimo che ho avuto l’onore di conoscere fin da quando era cucciolo. Una delle particolarità che mi è rimasta impressa è che voleva avere almeno uno dei suoi proprietari vicino mentre scendeva le scale proprio perché si sentiva meno sicuro delle sue capacità fisiche. Cosa dire poi della mia piccola Cleo: lei è sempre stata vivacissima ed era un cane molto determinato. Nonostante questo suo carattere, durante il suo ultimo anno di vita, aveva bisogno che qualcuno di noi si sedesse vicino a lei mentre mangiava.
Sono solo due piccoli esempi che dimostrano come gesti totalmente naturali, diventano in vecchiaia ostacoli insormontabili.
Il compito di noi umani perciò é quello di metterci di nuovo in gioco per poter aiutare il nostro cane nelle sue mutate esigenze.  É un po’ come se il nostro amico a quattro zampe fosse in parte tornato cucciolo, ma con meno energie ed abbia nuovamente bisogno di qualcuno che lo sostiene e gli dia delle sicurezze.
Perciò se notate comportamenti anomali in questa fase, che non sono legati a problemi fisici, non vi stupite ma anzi, cercate di conoscerli al meglio e provate a riscoprire le attività che più gli piacciono.
Potergli garantire una buona vecchiaia é una fortuna da non sottovalutare ed un piacevole compito che dobbiamo assumerci: il nostro amico non vale di meno solo perché ora ha i peli più bianchi o cammina più lentamente.