Perché il mio cane tira il guinzaglio

Il mio cane tira tantissimo! Molte volte mi sono sentita dire questa frase da proprietari che hanno problemi nella gestione del guinzaglio. Visto che si tratta di una situazione molto diffusa che spesso limita il piacere di una bella passeggiata all’aria aperta, ho pensato di dedicare qualche riga per indagare i motivi più ricorrenti per i quali i cani tirano: come per ogni altro comportamento “sbagliato” infatti, c’è sempre da ricercare una causa più profonda. Se ci pensiamo a nessuno piacerebbe trainare un oggetto pesantissimo con una fune attaccata al collo o alla schiena. Allora perché un cane dovrebbe farlo?

Ora provate a mettervi in questa situazione: siete legati per il collo ad una persona che pesa almeno quattro volte più di voi, non parla la vostra lingua e viene da un paese in cui i gesti universali che noi conosciamo non hanno nessun significato. Come comunicare allora dove vogliamo andare, quello che vogliamo fare o cosa vogliamo evitare?  È questa la situazione di un cane legato al guinzaglio che spesso non ha scelta: deve seguire il conduttore.
Dobbiamo poi considerare che la nostra percezione del mondo è differente da quella di un cane, vi faccio qualche esempio: per noi le automobili, i motorini o le biciclette non sono un pericolo fintanto che siamo sul marciapiede, ma per un cane spesso non è così; per il nostro amico a quattro zampe anche se il pericolo non è reale viene percepito come tale. E che dire delle distanze? Anche su queste la percezione è differente, perchè hanno bisogno di molto più spazio per sentirsi sicuri, comunicare o non invadere il territorio altrui. Quando passeggiamo, anche se noi sappiamo alla perfezione che riusciremo ad evitare un ostacolo e quindi ci muoviamo in quella direzione sicuri di cambiare strada in tempo, per il cane che portiamo al guinzaglio non è così scontato e potrebbe spaventarsi per le distanze inadeguate.
Tutto questo comporta stress e frustrazione per il nostro cane che non potrà fare altro che  cercare di trascinare il suo umano o verso qualcosa di gradito o lontano da ciò che ritiene spiacevole.
La prima cosa da fare é cercare di capire se veramente il nostro cane è a disagio durante le passeggiate al guinzaglio. Come fare a capirlo? Semplice, iniziamo a guardarlo e proviamo a vedere quante volte durante la passeggiata il cane ci guarda per cercare il nostro aiuto o la nostra approvazione, ricambiamo i suoi sguardi, facciamogli capire che noi ci siamo. Iniziamo poi a vedere se ci sono segnali che ci indicano che il cane non è a proprio agio (orecchie tirate indietro, annusare a terra in modo eccessivo, coda bassa, respiro affannato) e cerchiamo di capire se c’è un legame tra ciò che accade (ad esempio sirene dell’ambulanza, macchine o altro) e le reazioni di disagio del nostro amico… Se troviamo le cause siamo già a buon punto! Il passo successivo è quello di evitare di portarlo in situazioni che lo fanno stare male e fargli così capire che di noi si può fidare e non c’è bisogno di tirare come matti!
Insegnare al cane che il guinzaglio è uno strumento che lo aiuta, anziché una semplice corda con la quale viene costretto a fare quello che vogliamo noi, é l’unico modo per non avere più problemi nella passeggiata al guinzaglio: gli esercizi meccanici infatti insegnano al cane a compiere un’azione, ma non modificano il suo stato d’animo e fintanto che un cane è in una condizione di paura o di iper- eccitazione non può far altro che reagire con comportamenti “sbagliati”. Una buona passeggiata al guinzaglio non deve essere l’effetto di un cane che si è arreso alla volontà del proprietario, ma la naturale azione di un cane sicuro che sa che il suo umano lo tutela e non lo porterà in situazioni sgradevoli. Infine, un buon educatore cinofilo sicuramente può aiutare a trovare la strategia migliore per ogni singolo cane e può dare al proprietario gli strumenti adatti per aiutare a comprendere meglio i nostri amici a quattro zampe!

Elisabetta Scuppa

Educatrice cinofila ENCI

Operatrice cinofila CSEN

Si occupa di educazione di base, sport e rieducazione

MAIL: elisabetta.scuppa@gmail.com