Baffo

Vivo da sola da diversi anni; dopo averci provato e riprovato ad iniziare relazioni, storie, convivenze è successo che mi sono stancata anche di provarci, ho cominciato a pensare di non esserci affatto portata e così piano piano, me ne sono fatta una ragione! Ecco perché quando torno a casa la sera non mi aspetto che ci sia qualcuno ad attendermi.

Invece un bel giorno la vita decide di sorprendermi e succede che al rientro trovo un gatto che mi aspetta. Subito penso “ma io non ce l’ho un gatto”, e, mentre lo ripeto tra me e me, realizzo che, anche questa mattina, sono uscita di casa all’ultimo momento con la testa di sicuro da qualche altra parte e che, di conseguenza, ho lasciato il cancello leggermente aperto. Il gatto era su una sedia rimasta fuori sul vialetto, acciambellato sul cuscino scaldato dal sole. Se ne stava lì come se ci vivesse da sempre.

Sono rimasta molto stupita dalla situazione e, lo ammetto, ho subito pensato, adesso sicuramente scapperà via proprio come era successo in tante altre occasioni della mia vita. Ma lui non è scappato, anzi, senza smettere di fissarmi ha cominciato a miagolare, come se mi stesse semplicemente dicendo “bentornata”!

In realtà pareva affamato e i miagolii erano naturalmente richieste di cibo. Non avendo nulla di adatto in casa, sono corsa al negozietto di cibo più vicino per comprare delle scatolette apposta per lui e una ciotola.

Il giorno successivo ho chiesto ad un veterinario di darmi una mano a capire le sue condizioni di salute non avendo mai avuto un animale nella mia vita infatti non avevo proprio idea di cosa fare. Ho anche parlato con i vicini pensando che qualcuno lo avesse smarrito, ma niente.

Quel gatto acciambellato era proprio destinato a rimanere, forse perché aveva intuito il mio bisogno di condivisione, il mio desiderio, profondamente negato dalla coscienza, di avere qualcuno ad aspettarmi al rientro.

Credo proprio sia stato così, perché con il tempo Baffo, questo il nome che ho scelto per lui, è riuscito ad entrare sempre di più nella mia esistenza con quel modo pigro e beatamente sprofondato con cui affronta le giornate, gode dei raggi del sole, della felice contemplazione del tempo che passa e delle giornate che scorrono tutte noiose e felicissime allo stesso tempo.