Bindu

Era a metà aprile, poco dopo il mio compleanno, il giorno in cui i nostri destini si sono incontrati. Mi trovavo in India, con scopi diversi da quello di adottare un cane: studiavo e praticavo yoga, in un piccolo villaggio di montagna, per diventare insegnante.

Inaspettatamente, senza preavviso, apparve Bindu, minuscola e nera, zampe e petto bianchi con piccole macchie nere. Camminavo per l’unica via del centro, una pittoresca strada di un villaggio che, nonostante cominci ad avvicinarsi al turismo, conserva ancora tutto il suo fascino e la sua autenticità. Di rientro a casa sento un cucciolo piangere, mi giro e la vedo cercare, senza successo, le attenzioni di una donna, che distrattamente l’allontana. Si notava in lei un’intensa paura, tremava e tossiva, come in preda ad un forte stress. Sembrava malaticcia e spaventata. In quel momento ho sentito che qualcosa dentro di me si muoveva, ma benché da tempo volessi adottare un cane randagio, come altre volte, ho tirato dritto senza credere davvero di poterlo fare. Qualche passo dopo però, l’immagine di quel dolcissimo cagnolino, che sembrava incapace di farcela da solo, era ancora nella mia mente. Ho deciso di agire, guidata dall’istinto e con la ragione completamente messa a tacere, sono tornata indietro e lei mi è venuta incontro. Era fatta. Una volta in braccio, per quanto avesse smesso di piangere, sembrava sorpresa e diffidente, come se non ci credesse veramente. Poco dopo, la posai un attimo a terra presa da qualche perplessità e dubbio, come se avessi realizzato solo allora cosa stesse accadendo; Quasi mi avesse letto nel pensiero, la cagnolina corse a nascondersi sotto una macchina, guardando il vuoto con sguardo nuovamente rassegnato. Un minuto dopo era di nuovo tra le mie braccia: la portavo con me.

Una volta arrivate a casa, pochi minuti dopo averla lasciata sull’erba, era già chiaro che volesse stare lì! Giorno dopo giorno, nonostante qualche ‘ringhiata’, si adattava sempre di più alla nuova vita, instaurando, soprattutto con l’altra cucciola, anche lei adottata da un’amica settimane prima, un legame spensierato e giocoso. Inizialmente le sue paure erano tante: la porta che sbatteva, il timore di rimanere sola, la pioggia ed i temporali; ma poco a poco diventava una cagnolina più sicura. E’ stato un bellissimo periodo della sua vita, pieno di libertà, corse tra sterminati prati e foreste, ricco di amicizie e coccole a più mani. Abbiamo fatto molti trekking tra le montagne himalayane e vissuto tante avventure.

Per avere un nome c’è voluta più di una settimana, finché una volta come di consueto, mentre cenavamo tutti assieme, è spuntato improvvisamente! Tra i tanti bei momenti non sono mancati quelli più complicati: ci sono state volte in cui i più variopinti “ostacoli” hanno messo alla prova pazienza e perseveranza. Mi sono accorta che avere un cane non è solo coccole e collaborazione: la sua fiducia te la devi conquistare e con essa anche la sua collaborazione (ed anche lei la tua). Come dice il ‘Piccolo Principe’ ci si ‘addomestica’ reciprocamente creando col tempo un legame di amicizia, amore e rispetto. Molte scarpe di amici sono state mangiate, campi accuratamente seminati sono stati sconvolti.

Non tutte le procedure per portarla in Italia sono state sostenute. Persone che l’hanno amata e accudita si sono alternate a persone diffidenti e intolleranti e, in ultimo, non è stato facile trovare qualcuno che potesse prendersi cura di lei durante la mia assenza per un seminario. Realizzi che le tue decisioni devono sempre prendere in considerazione la sua presenza ed il suo benessere. All’inizio ti sembra che aver sempre amato i cani sia sufficiente per conoscerli, poi scopri che averne uno è il primo passo per cominciare questo percorso e che la fase di conoscenza reciproca è sempre in itinere. Ora condividiamo in tre in questo percorso: il mio ragazzo, inizialmente dubbioso per la mia scelta avventata, una volta venuto in India a trovarmi, se ne è innamorato dopo pochi giorni, al punto che, tornati in Italia, dopo averle categoricamente proibito il divano, tempo una settimana, ha accettato che si trasformasse nella sua cuccia! Nonostante la nostra vita si sia riorganizzata in presenza di Bindu, con le possibili imprecazioni del caso (ad esempio quando si è mangiata tutti i caricabatterie o quando cerca di bullizzare i chiuaua), quello che ci dà la sicurezza e l’entusiasmo di affrontare tutto è il rapporto che si crea giorno dopo giorno, la complicità che ci si è guadagnati. Diventa felicemente scontato che nelle nostre scelte e nella nostra organizzazione ci sia sempre da considerare l’amica pelosa.