Chopin

La musica di Battiato mi aveva rapito, una morsa mi chiudeva la gola e rendeva la respirazione affannosa. Ascoltare la “Cura”, non poteva che emozionarmi e non prendermi l’anima. Ad un tratto venni distolto dal suono del campanello di casa.

Pensai… chi osa interrompere il mio fantastico viaggio musicale?
Fu un attimo, mi decisi ad aprire la porta e mi ritrovai con un peluche vivente che scorrazzava tra i miei piedi. Ci misi un po’ ad accorgermi che era animato e anche munito di una grande energia vitale!

Rosaria mi guardò con quel sorriso ammiccante che le donne sanno sfoderare al momento più opportuno: “Si chiama Chopin, da oggi sarà con noi!”
Rimasi basito, un cane? Provai a ribattere qualcosa del tipo “non sono pronto”, “non so come comportarmi”, nella mia mente si affollarono tutte le possibili giustificazioni e barriere di ogni tipo. Dall’altro lato la risposta più serena e naturale del mondo: “tranquillo”, disse lei, “non devi fare nulla se non amarlo”. 

Fu subito magia, eccolo tra le mie braccia, mi mordicchia le dita e ormai sono diventato bravissimo a tranquillizzare anche lui con le mie carezze.

Allora continuai ad ascoltare le ultime parole di Battiato che recitavano  “perché sei un essere speciale e io avrò cura di te, sì io, avrò cura di te”