Duchessa ed io

Oggi a distanza di 15 anni non riesco ad immaginare la mia “famiglia” romana senza Duchessa. E’ arrivata come regalo di Natale nel lontano 2005 a sorpresa.

La mia storia d’amore è nata come relazione a distanza e spesso mi è capitato di dire all’allora mio fidanzato, ora marito, che sarebbe stato bello avere qualcuno che la sera mi aspettasse a casa, per colmare la solitudine di quella vita da separata e anche i 600 km di distanza che ci dividevano. E quel qualcuno è arrivato ma… a Roma!

Me la sono ritrovata sul tavolo di casa la sera stessa del mio arrivo per il Capodanno.

Piccola piccola, timorosa e con quegli occhioni verdi che mi fissavano, per poi scappare dopo pochi istanti e non farsi più vedere.

Il nostro è stato un rapporto di amore e odio, nei miei viaggi andata e ritorno da Roma non mancava mai un dispetto: il trolley graffiato, la pipì sui vestiti, i graffi!

Credo mi considerasse e forse lo sono ancora “quella che mi ha portato via l’umano maschio”. In pratica per lei sono l’altra!

Piano piano e grazie al mio trasferimento definitivo a Roma abbiamo imparato a conoscerci, mantenendo le opportune distanze. Con il tempo mi ha consentito di prendermi cura di lei, ma limitatamente ai servizi di bassa manovalanza: pulire lettiera, spazzolare il pelo e riempire le ciotole.

Le coccole sono ad esclusivo vantaggio di mio marito.

Ogni nostro spostamento deve tenere conto delle esigenze della Duchessa, prima di pensare a cosa mettere in valigia pensiamo a come organizzare la sua gestione con la persona che se ne prende cura.

E lei ci ripaga con l’indifferenza elegante tipica dei gatti; ti fa sentir superfluo, ma lo fa con classe. Però quando fa le fusa o la mattina ti attorciglia la coda sulle gambe mentre ti prepari il caffè per darti il buongiorno o la sera salta, letteralmente, sul letto per la buonanotte, tutto torna al posto giusto e senti che un’altra come lei non esiste e non riesci a pensare a quando la chiamerai e non vedrai la sua coda pelosa e cicciotta arrivare.

Decisamente Duchessa è parte di me e in fondo credo che anch’io le appartengo!