Tito

La prima volta lo incontro per strada. Penso che potrò essere la sua babysitter per qualche giorno. E’ conciato male e di sicuro ricevere accoglienza e cure per qualche tempo non potrà che migliorare la sua situazione. E’ un cane di piccola taglia, ma a vederlo così, solo, nel giardinetto che fiancheggia la strada affollata di passanti distratti e iper-connessi al mondo virtuale, lo sembra ancora di più. Non ce la faccio a far finta di niente perché ormai l’ho visto. La mente comincia ad elencarmi tutta una serie di difficoltà a cui andrò incontro. La spengo. Mi avvicino e cerca subito di aggrapparsi, come se avesse già capito che quando i treni passano bisogna coglierli al volo. Ci penso, io ci ho messo più di quarant’anni a capirlo. Di sicuro è più sveglio di me e ora ne ho anche la prova. Sfodera la sua espressione migliore mostrando gli occhi grandi su quella testa piccola. Decido di andare a cercare un veterinario per prendere tempo, dopo la visita, di sicuro, riuscirò a decidere. Sulla strada mi fermo a prendere una borsa piccola, così potrò portarlo con me. Ma dentro di me so bene che, se sto comprando una borsa per un cane, ci sarà sempre un cane nella mia borsa!