Aiuto, il cucciolo morde!

Prendo spesso i mezzi pubblici e vedo moltissime persone ogni giorno.
Forse, per deformazione professionale, una delle cose che mi riesce meglio è identificare chi, come me, vive con animali domestici: abbiamo una certa attitudine ad avere peli sui vestiti (per noi ormai quei peli sono invisibili), spesso dalle borse o dalle tasche si intravedono le bustine per raccogliere la cacca e abbiamo le foto dei nostri quadrupedi come sfondo del telefono!

Ultimamente, poi, riesco a distinguere chi ha a che vedere con dei cuccioli anche da qualche metro di distanza: i piccoli segni lasciati sulle mani, sulle braccia e dietro i calcagni dai dentini aguzzi della piccola bestiola sono inconfondibili. Chiunque abbia un cucciolo vi dirà che è un piccolo vampiro che morde mani, piedi e qualsiasi cosa sia alla sua portata. Ma perché i cuccioli hanno questa passione sfrenata nel mordere?

Intanto dobbiamo andare a vedere il motivo per il quale i cani da piccoli hanno i denti da latte e non i denti definitivi sin da subito… Non è una scelta casuale. Oltre tutti i motivi biologici e funzionali ad un corretto sviluppo fisico, durante i primi mesi di vita i cuccioli si divertono a giocare con i fratellini e le sorelline.

Ad un primo sguardo poco esperto può sembrare solo un gioco necessario a soddisfare il senso ludico del piccolo, in realtà è una palestra che servirà nella vita: si impara ad interagire con esseri della stessa specie e a confrontarsi con i limiti.

I dentini aguzzi del cucciolo sono fatti apposta per non apportare danni seri all’avversario tuttavia talvolta si fanno sentire eccome!
Giocando tra fratellini, con la mamma e il papà, i cuccioli imparano che la bocca può essere utilizzata per giocare piacevolmente, ma alcuni limiti non possono essere superati: un morso dato con troppa energia farà male al fratellino che inizierà a guaire e fermerà quel gioco diventato troppo intenso.
Inoltre, la bocca, per un cane, svolge funzioni equivalenti a quelle delle nostre mani: si usa per conoscere il mondo.

Per un cucciolo è necessario afferrare gli oggetti con la bocca per conoscerne la consistenza, il sapore, il materiale ed iniziare così a catalogarli nell’archivio che sta creando nella sua
testa, è del tutto normale che durante la scoperta del mondo il piccoletto provi a conoscere tutto prendendolo con la bocca, mordendo e distruggendo.

Tutto questo gli servirà nella vita; è importante perciò non scoraggiarlo ma semmai veicolarlo verso oggetti che possono essere distrutti, perché non hanno un grande valore e soprattutto che non mettano il cane in situazioni pericolose. Ma perché poi tanta passione proprio per le mani, i calcagni ed altre parti del corpo degli umani?

Come primo fattore direi che incide moltissimo il fatto che sono nostre: il piccolo viene a cercare il contatto con noi, richiama la nostra attenzione, è un rapporto diretto e, inoltre, le nostre mani e i nostri piedi si muovono: camminiamo, gesticoliamo, tocchiamo il cane con le mani e, in alcune circostanze, tutto questo movimento agli occhi del nano può essere frainteso come un invito al gioco.

Possiamo essere paragonati ad una preda che tenta di scappare via: decisamente invitante da rincorrere e prendere. Più continuiamo a muoverci, anche per divincolarci dalla presa ferrea, più ai suoi occhi sarà la preda che tenta di scappare quindi un gioco ancora più divertente. Di solito gli umani infastiditi da questo comportamento sgridano la “piccola belva” ma intanto tendono a divincolarsi.

Di conseguenza diamo al cane due messaggi contrastanti: con le parole gli diciamo che quel
comportamento non va bene, ma, con il nostro corpo, mentre ci divincoliamo, gli diciamo: sono una preda che scappa, prendimi!
Il cane non conosce il significato delle parole che pronunciamo quindi farà affidamento sul linguaggio del nostro corpo, ecco perché difficilmente si fermerà. Inoltre, il cucciolo, per sua natura, è piccolo ed ha bisogno di sfogare tutte le sue energie.

L’unica soluzione allora è quella di offrirgli un’alternativa valida ed altrettanto invitante come una palla, un peluche, una corda, un pezzetto di legno, così da veicolare la sua necessità di mordere su un gioco corretto sia per noi che per lui.

Gridare contro il cane ci porterà solo ad apparire antipatici ai suoi occhi, a comunicargli che su di noi non può contare. Fargli capire con il giusto linguaggio (in questo caso restando fermi), che mordere le nostre mani deve essere evitato, è possibile. Offrirgli un gioco alternativo da usare significa dire al cane: ho voglia di giocare con te, ma facciamolo in questo modo.

Infine, quando diamo informazioni al nostro cane ricordiamoci sempre che lui appartiene ad una specie a cui le parole interessano poco ed è quindi nostro dovere imparare ad utilizzare la giusta forma di comunicazione.

Ogni volta che il nostro cane fa qualcosa che non ci piace, prima di sgridarlo proviamo a pensare cosa significa per la sua specie quel gesto, perché forse non è altro che un comportamento totalmente naturale. A voi piacerebbe essere sgridati per aver detto “per favore” o “grazie” o per aver chiesto “permesso” prima di entrare in una stanza?

 

Elisabetta Scuppa
Educatrice cinofila ENCI
Operatrice cinofila CSEN
Si occupa di educazione di base, sport e rieducazione
MAIL: elisabetta.scuppa@gmail.com